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L’originalità del Modernismo catalano è il risultato di una apparente contraddizione fra tradizione e modernità. Rappresenta un riesame della storia e delle tradizioni proprie della Catalogna da parte di una società che voleva essere cosmopolita e moderna. Durante gli anni ’90 dell’Ottocento, gli architetti e i progettisti danno nuova vita al passato, con stili che erano contemporaneamente medievali, arcaici e cosmopoliti.
Dopo il 1900 si aggiunge poi la preferenza per le sinuose forme astratte dell’Art Nouveau europeo. La posizione neutrale della Spagna durante la prima guerra mondiale, e un certo benessere economico che ne consegue, consentono al Modernismo di proseguire fino agli anni venti – un fatto che costituisce un’altra peculiarità di questo movimento catalano in confronto ai suoi equivalenti europei.
Il modernismo si diffonde in tutta le Catalogna, sulle isole Baleari e a Valencia, e diventa ben presto lo stile definitivo della borghesia nelle nuove città industriali e nelle capitali di provincia. Palazzi, ville estive ed edifici pubblici, ma anche opifici, complessi industriali e cooperative agricole vengono realizzati con le forme astratte del Modernismo.
La costruzione del distretto di Eixample, a Barcellona, porta la città oltre le sue mura antiche ed estende così i confini urbani. La prosperità economica incoraggia gli investimenti nell’edilizia, e porta con se la modifica della normativa municipale, nel 1891, cambiamenti nella topografia urbana e molte innovazioni a livello di decorazioni.
Nella città di Barcellona i tre grandi nomi del Modernismo architettonico hanno creato alcune delle loro opere migliori: Antoni Gaudi, con una sua concezione più astratta dell’architettura, Josep Puig i Cadafalch, con una impostazione più storica e Lluis Domenech i Montaner, che si circondò di una intera squadra di artigiani e industriali. Ma anche molti altri architetti, compresi Enric Sagnier, Domenech i Estapa, e commercianti e industriali, quali i Conti di Guell e le dinastie del Marchese di Comillas, si sentirono attratti dal Modernismo e furono sponsor importanti di questi architetti e in particolare di Gaudi e Domenech i Montaner.
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